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martedì 25 febbraio 2014

See you, Ghostbuster!

Chi, come me, ha vissuto la propria infanzia con il mito degli Acchiappafantasmi, non può essere che molto dispiaciuto: proprio ieri ci ha lasciati Harold Ramis, il mitico Egon dei Ghostbusters :(

Il personaggio è rimasto nei nostri cuori per la sua intelligenza e per la sua bizzarra collezione di "spore, muffe e funghi", ma chi era l'attore?



Oltre ad essere uno degli sceneggiatori del famosissimo film, può essere ricordato per aver diretto Bill Murray in "Ricomincio da capo" (1993), Michael Keaton in "Mi sdoppio in quattro" (1996), Billy Crystal e Robert De Niro in "Terapie e pallottole" (1999) e "Un boss sotto stress" (2002).

Dopo aver combattuto per mesi con una malattia molto rara, una vascolite autoimmune, all'età di 69 anni si è spento (ancora non riesco a farmene una ragione... aspettavo un Ghostbusters III con Peter, Egon e Ray che insegnavano il mestiere a nuovi acchiappafantasmi :( ).

Bill Murray (Peter Venkman nel film) lo ricorda così: "Si è guadagnato il suo posto sul pianeta. Dio lo benedica".

Non mi soffermo troppo a parlarne anche perché non ce la faccio, ma vi lascio con una scena del film per ricordarlo anch'io:

mercoledì 16 ottobre 2013

Auf Wiedersehen, re delle caramelle!

E' proprio di ieri la notizia della scomparsa, a 90 anni, del patron delle caramelle Haribo: Hans Riegel.

Figlio di Hans Riegel senior, fondatore della società nel lontano 1920, è stato costretto a lasciare la guida della Haribo a Felix Theato in seguito ad un tumore per cui è stato operato questa estate.

Per anni ha guidato, insieme al fratello scomparso nel 2009, l'azienda tedesca più famosa per la produzione di caramelle e orsetti gommosi.

L'acronimo Haribo deriva dalle prime due lettere del nome e cognome del fondatore, e da quelle della città dove ha sede: Hans Riegel Bonn. Lo sapevate?

Apprendere una notizia del genere mette sempre tanta tristezza... soprattutto per un'azienda di caramelle famosa e importante come questa... e pensare che io le mangio tutt'ora con molto gusto...

Chiudo il post ricordando lo slogan:

"Haribo è la bontà che si gusta ad ogni età".

Ci sentiamo presto!

giovedì 11 ottobre 2012

Arrivederci, papà del "Clem Clem"

Chi ha dai trent'anni in su, sicuramente ricorderà lo slogan "Clem Clem" dei "giochi intelligenti" di casa Clementoni. E ricorderà senz'altro il Sapientino e il Grillo Parlante, due dei suoi prodotti più famosi.

Purtroppo ieri se n'è andato, all'età di 87 anni, il suo papà fondatore: Mario Clementoni. Una notizia che m'ha rattristato davvero molto. Con lui, un altro pezzo della nostra infanzia ci ha lasciati.

Colgo la triste occasione per parlarvi un po' di lui:

Nato nel 1925 a Potenza Picena, Mario resta orfano di padre a 12 anni, con altri due fratelli. Studia in collegio e si diploma all’Istituto Tecnico Industriale Montani di Fermo. Trova subito lavoro (che bei tempi) in una fabbrica di armoniche a bocca a Pesaro, che abbandona nel 1956, a 36 anni, per dedicarsi all’export di strumenti musicali.

Nel 1959, dopo una visita ad una fiera del giocattolo negli USA, decide di produrre anche in Italia giochi da tavola e pianole. Aiutato dalla moglie Matilde Brualdi e sette operai, si mette subito all'opera nel garage di casa sua (vi ricorda qualcuno?), ed il successo arriva immediatamente.

In seguito trasferisce la sua azienda in un ex granaio a Recanati, dove inizia a produrre la Tombola della Canzone, una pianola con manovella e nastro forato che riproduce le canzoni di Sanremo, e nel 1967, il primo Sapientino, destinato a conquistare i mercati di mezzo mondo.

Nel 1970 Mario Clementoni firma un accordo commerciale con la Disney, e il suo nuovo stabilimento da 4.500 metri quadrati e 50 addetti a Fontenoce avvia la produzione dei Puzzle Fantasy (fino a 6.000 pezzi da montare, per imparare a conoscere i paesaggi e le città d’arte italiani) e dell’Allegro chirurgo e altri giochi scientifici.
I primi computer parlanti e giochi interattivi arrivano negli anni Novanta.

Oggi la Clementoni è una Spa con 500 dipendenti e 105 milioni di euro di fatturato, ha filiali commerciali in Spagna, Germania, Francia e Hong Kong.

Il Signor Mario ci ha lasciati, ma il suo motto e filosofia di vita risuona ancora vivo nell'azienda che ha fieramente condotto:

"Non bisognerebbe mai smettere di giocare, specie quando si diventa grandi: il gioco è una cosa seria".

mercoledì 11 aprile 2012

Goodbye, papà del mitico C64

Nei telegiornali non ne parlano, perché probabilmente è più importante l'ultimo tatuaggio di Belen o le dimissioni del Trota... ma domenica scorsa è venuta a mancare all'età di 83 anni una figura molto importante per noi nostalgici: Jack Tramiel, il papà del mitico Commodore 64.
Da noi tutti va a lui un ultimo saluto, e un grazie per averci donato il nostro primo vero home computer e home videogame.

Colgo l'occasione per parlarvi della storia della Commodore, e dei suoi "figli", visto che poi ho intenzione di trattare più in là la mia esperienza personale con questo meraviglioso mondo... ho talmente tanti di quegli aneddoti e singoli giochi di cui parlare che ci vorrebbero 5 o 6 post per citarli tutti :)

La Commodore International Ltd., comunemente nota come Commodore, è stata una multinazionale che ha operato principalmente nel settore dell'informatica e secondariamente nel settore dell'elettronica ed ha iniziato la sua attività nel 1962 producendo macchine per ufficio.
Tra la metà degli anni settanta e i primi anni novanta, vende decine di milioni di personal computer in tutto il mondo ed è una delle principali case produttrici di computer artefici della cosiddetta "alfabetizzazione informatica": per la prima volta nella storia, il computer passa da oggetto costoso e complesso a bene di consumo delle masse.
 Tutt'oggi detiene il record del computer più venduto della storia, il Commodore 64, venduto in tutto il mondo in oltre 17 milioni di esemplari, e che continua ancora oggi a vedere i suoi software girare sui telefoni cellulari.

Ma soffermiamoci su quest'ultimo:

Il primo C64
Il Commodore 64 (conosciuto anche come C=64) nasce come evoluzione del VIC-20 (forse qualcuno di voi l'ha avuto, ma io personalmente no) ed è stato annunciato nel 1982 (guarda caso, il nostro anno XD). Sin dall'inizio ha stracciato i suoi diretti concorrenti quali Atari 800 e Apple II, per via del basso prezzo di distribuzione (595 dollari in America, e 973500 lire in Italia... mica tanto basso poi, considerando gli attuali prezzi di pc e console).

Negli anni successivi sono state prodotte evoluzioni del C=64:
- SX-64, una versione portatile ma poco venduta;
- Commodore Plus/4, versione evoluta con molti più colori, ma flop di vendite perché non si potevano usare i programmi del C=64;
- Commodore 128, a 128 kb di RAM invece di 64, molto migliorato rispetto al precedente come potenzialità e con la possibilità di usare i software del 64. Sfortunatamente non ho avuto possibilità di provarlo;
- Commodore 64C, quello che avevo io, versione esteticamente più bella ma identico al C=64 originale.

La mitica schermata iniziale
Il Commodore montava un sistema operativo in Basic, con un'interfaccia che permetteva agli utenti più esperti di programmare direttamente in codice (io c'ho provato, usando vari libri, quando ero bambino)... ma la maggior parte di noi avrà usato semplicemente i comandi LOAD, LIST e RUN.

Così appariva la schermata, la ricordate?






Il rumorosissimo Datassette
All'inizio i programmi si potevano caricare o salvare solo su nastro magnetico tramite il Datassette, il registratore che durante i lunghissimi caricamenti faceva il fastidioso rumore di un vecchio fax, lo ricordate? E vi ricordate quando, dopo lunghe attese, dava il messaggio LOAD ERROR? Che nervi.
E i colori psichedelici proiettati sullo schermo durante il caricamento? Che nostalgia.




Drive Floppy 1541
In seguito uscirono i supporti floppy, da cui si faceva partire il gioco con questa stringa, vi ricordate?
LOAD "*",8,1
I caricamenti erano molto più veloci di quelli sulle cassette magnetiche, infatti ricordo bene che mi copiai la maggior parte dei giochi in cassetta su floppy disk proprio per far partire prima i giochi.




Stampante Commodore
Oltre ai dispositivi di memorizzazione c'erano anche i joystick in stile arcade (quanti ne avrò cambiati) e la stampante (di cui non vedo la molta utilità... forse per la stampa del codice dei programmi compilati).




Nel prossimo post vi parlerò di alcuni dei più famosi giochi per Commodore 64, e soprattutto di quelli che ho amato di più... posterò poi qualche foto del mio C=64, che fortunatamente ancora funziona benissimo ed è in ottime condizioni. Alla prossima!