Visualizzazione post con etichetta ieri contro oggi. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta ieri contro oggi. Mostra tutti i post

venerdì 5 febbraio 2016

Infanzie romane - Intervista a Sonia di Super 3

Questo post dà il via a una rubrica di notizie riguardante personaggi del passato e curiosità varie legate agli anni della nostra infanzia. Spero che la nuova rubrica stimoli il vostro interesse...

Per cominciare, voglio condividere con tutti coloro che sono stati bambini a Roma negli anni '90 (i non romani mi perdonino) una breve e nostalgica intervista: chi si racconta è Sonia Ceriola, la celeberrima conduttrice de "La Posta di Sonia" sull'emittente televisiva Super 3!

Sonia e Birillo
Per tanti bambini e adolescenti tra gli anni '90 e 2000 era semplicemente Sonia, il volto dell'emittente Super 3 che presentava i cartoni animati durante le giornate e serate romane: Mazinga, Jeeg, l'Uomo Tigre, Sampei, Doraemon, Yattaman e così via.
Inoltre, si occupava di una rubrica in cui leggeva e rispondeva alle letterine dei bambini (negli ultimi anni in compagnia del suo cugino intergalattico "Birillo"), e ogni tanto riceveva in studio i suoi piccoli fans nell' "Angolo delle chiacchiere". 
Indimenticabile rimane per tutti noi piccoli romani di allora la sua interpretazione della canzone "L'ora della buonanotte", video con cui si interrompeva la trasmissione quotidiana di cartoni animati alle ore 21.
Il programma è andato in onda fino al 2013, anno in cui l'emittente ha chiuso. Ora Sonia ha 48 anni, e non vive nemmeno più a Roma.

E dopo la presentazione, eccovi l'intervista:

"Una bellissima avventura durata vent'anni. Ricomincerei domani". 

Come cominciò tutto?

"A 23 anni ero centralinista della rete Tele Roma Europa (TRE). Non c'erano cartoni tra le 19 e le 21: prima pensavano di usare dei bambini per annunciarli, ma non era possibile".

E così spuntò lei.

"Sì, ma mi dissero che avrei continuato a fare anche la segretaria. Dopo altri due anni da quel marzo 1993 sembrò strano che io rispondessi al centralino e così mi dedicai solo al programma".

Il successo fu travolgente.

"Arrivavano 300 lettere al giorno. Le risposte erano affidate a una collega, ma non mi piacevano le sue scelte e così cominciai a parlare a braccio e il successo aumentò ancora. Mia madre apriva le lettere con me sul divano: io le conservo ancora".

La sua canzone della buonanotte ha 300mila visualizzazioni su YouTube.

"La registrai alla Rca, il testo era dell'autore di Candy Candy. Pensavo che sarei stata una frana, ma invece non fu neppure ritoccata".

Poi cosa è successo?

"Digitale terrestre, canali monotematici, calo della pubblicità, e aumento dei costi hanno stroncato le tv locali. Sono stata tra gli ultimi a mollare, ma nel maggio 2013 Super 3 ha chiuso.

Oggi com'è la sua vita?

"Vivo a Latina con mio marito e mio figlio, abbiamo una tabaccheria, ma i ragazzi ancora si fermano. Loro ricordano. E anche io".

(Per l'intervista si ringrazia Gabriele Isman di Repubblica.it Roma)


Devo ammettere che leggere questa intervista mi ha generato un leggero nodo in gola... Ma se volete approfondire l'argomento, su Facebook c'è un video di un'altra intervista a Sonia in cui ricorda e rimpiange nostalgicamente i bei tempi della trasmissione TV. Potete trovare l'intervista cliccando sull'immagine sottostante:



Spero di aver strappato una lacrimuccia a chiunque, nel territorio laziale, abbia vissuto questi indimenticabili momenti. A presto!

giovedì 6 agosto 2015

Giocovedì: Paciocchini e Gemellini


E rieccoci al consueto appuntamento con la rubrica del giovedì...

Oggi vi voglio parlare di una serie di personaggi in bustina: i Paciocchini. Lo so che sono una cosa "da femminucce", ma qualcuno in giro per casa ce l'avevo pure io.

Paciocchini "Alieni"
Alternativa "per bambine" agli Exogini (di cui poi parlerò), nascono alla fine degli anni '70 e rappresentano neonati in materiale gommoso di colore rosa o marrone. Prodotti da El Greco, vengono distribuiti dalla famosissima GIG.
Nelle prime edizioni i bambini erano completamente nudi: successivamente venne aggiunto loro un pezzo di velluto dai colori sgargianti avvolto al collo come foulard o messo come pannolino. Anche le colorazioni degli stessi pupazzetti aumentarono, avendo così bimbi "alieni" con le più disparate e impensabili tonalità di pelle.

Venivano venduti singolarmente nelle classiche bustine singole a sorpresa o nei barattolini come quelli dei Kombattini... ed erano, ovviamente, da collezione. Ogni Paciocchino aveva il proprio nome, in base alla posizione o l'azione che stava compiendo.

Dei Paciocchini hanno poi prodotto un'edizione particolare: i Gemellini. Più piccoli rispetto a quelli normali, ogni bustina ne conteneva due: ma a differenza però di ciò che si può pensare, la coppia era "spaiata". Ovviamente lo scopo era quella di spingere a comprare più bustine nella speranza di trovare il "fratello gemello". In più (ma sarebbe più corretto dire "in meno") non avevano i vistosi accessori di velluto.

Tornando ai Paciocchini, negli anni 2000 ne è stata prodotta una versione "modernizzata" distribuita da Preziosi Collection. Come tutte le recenti rivisitazioni, hanno un aspetto molto più gradevole, parti colorate e dimensioni più grandi... ma perdono quell'unicità che caratterizzava quelli classici. Ve li metto qui sotto a confronto, voi che ne pensate?


Secondo me quelli nuovi sono palesemente per femminucce, mentre la versione classica era alquanto unisex.

In conclusione, parliamo dei miei Paciocchini/Gemellini: dei secondi ne avevo parecchi, dei primi un po' meno, ma nel mio "mondo di gioco infantile" erano tutti fratelli e figli della stessa coppia (che aveva anche altri figli... eh sì, si son dati da fare parecchio :P). Comunque eccoveli nelle due foto qui sotto:


Prima di lasciarvi, voglio farvi vedere la pubblicità d'epoca dei Paciocchini: non la ricordavo, ma è una sfilata di "neonati coatti" :P


A presto ^_^

mercoledì 9 ottobre 2013

Polly Pocket.

AHHHH! Le Polly Pocket!!
Le ricordate? Molte di voi - donnine- sicuramente si.
Vi chiedo, come al solito, scusa in anticipo per la lungaggine del post. ^^

Allora...

Nel 1983 Chris Wiggs creò, nella scatola di una cipria, una mini casa di bambola per sua figlia Kate.
Una trovata davvero geniale, e deve averlo pensato anche l'azienda di giocattoli inglese Blue Bird Toys che, qualche anno dopo, mette in produzione le prime Polly Pocket ( "pocket" che poi vuol dire -  per l'appunto- tascabile) .

Era il 1989 e Polly  era una bambolina  minuscola, bionda e riccioluta.

Così tanto minuscola, per capirci:


Le case poi erano meravigliose. Poco più grandi di come erano nate, ma comunque, con lo stesso stile. Tu aprivi, e stava tutto lì dentro, ci dovevi aggiungere solo la fantasia, ovviamente.

Nella prima metà degli anni novanta a Blue bird Toys diede l'esclusiva di distribuzione alla Mattel, per poi venderle anche il marchio nel 1998.

sabato 21 settembre 2013

Rio Mare Snack

Ve lo ricordare Rio Mare Snack?

C'è ancora oggi, è vero... ma ha cambiato nome: ora è Rio Mare Patè... ma la sostanza non cambia.

Negli anni '90 questa crema spalmabile al tonno, salmone, sgombro o tonno e ketchup veniva pubblicizzato da dei bambini rappeggianti. Queste erano le 4 pubblicità che giravano su Topolino:

 

 

Le frasi in rima riportate nelle pubblicità sono improponibili, lo so. Però la crema non era male... a volte l'ho assaggiata :)

giovedì 12 settembre 2013

La pantera rosa

I più grandi di voi, al suono di questa parola, forse riporteranno in mente i film con Peter Sellers nei panni dell'ispettore Clouseau, mentre tutti gli altri penseranno al personaggio animato. Ma la famosa pantera dei cartoni nasce proprio da lì, dai titoli di testa di quei film, lo sapevate?

Infatti il personaggio venne ideato per i titoli iniziali della serie di film del regista americano Blake Edwards, il cui primo si intitola proprio La Pantera Rosa (che nel film, in realtà, è il nome di un preziosissimo diamante).
Peter Sellers
Pensate, questa animazione iniziale, accompagnata dalla celeberrima sigla divenuta poi simbolo del personaggio, è stata talmente entusiasmante per le persone in sala il giorno della prima, nel lontano 1963, che i giornali di allora dissero: "Le animazioni dei titoli sono meglio del film stesso".

Ma in questo post non voglio parlarvi dei film, benché del cartone animato.

Lo spudorato successo portò a creare una serie di cortometraggi (123 per la precisione) con questo personaggio: una pantera di colore rosa, dal fisico filiforme e dal portamento aristocratico, elegante e sofisticato (infatti nella sigla di apertura fuma una sigaretta usando il bocchino).

Le storie vengono rappresentate in un mondo stilizzato, fatto di poche linee. La Pantera Rosa, pur non parlando mai, compie azioni divertenti e surreali, che creano sia negli adulti che nei bambini un sorriso per le situazioni buffe che si susseguono. La vittima ricorrente nelle sue storie è la caricatura dell'ispettore Clouseau: rappresentato come un ometto buffo, basso, e con un naso enorme con baffi sottili.

Nel 1968 la NBC inizia a trasmettere i cartoni animati in America, diffusi poi in tutto il mondo. Nel 1985 i diritti passano ad Hanna e Barbera, e negli anni '90, col passaggio a Metro-Goldwyn-Mayer la Pantera Rosa inizia a parlare (e guarda caso, qui in Italia, è doppiata dall'onnipresente Pietro Ubaldi... c'era qualche dubbio?).

Nel 2010 è stata prodotta una nuova serie animata, che va tutt'ora in onda, denominata "La Pantera Rosa & Co.". Sinceramente non mi è mai capitato di vederla.

Oltre ai numerosissimi cartoni animati, della Pantera Rosa sono stati prodotti infiniti gadget: dalle sorprese Kinder agli accessori, dai giocattoli ai peluche. Persino i gelati!

martedì 4 giugno 2013

Scommettiamo che...?

Chi di voi non ha passato, negli anni '90, il sabato sera in compagnia di Fabrizio Frizzi a guardare Scommettiamo che...? 

Io, sinceramente, non me ne perdevo una puntata :)

Il programma andava in onda su Raiuno dal 1991 al 1996 (ripreso poi nel 1999, 2001, 2003 e 2008), ed era curato e diretto da Michele Guardì.

venerdì 11 gennaio 2013

Jojo's

Ve li ricordate i Jojo's? Non mi riferisco alla serie giapponese Jojo's Bizarre Adventures, come parecchi avrebbero potuto pensare, ma ai "Jojo's Bouncin Boneheads" (come si chiamano originariamente): delle strane e stravaganti teste di plastica monocolore, vendute in bustine singole e casuali.

I Jojo's possono essere intesi personaggi da collezione, come succedeva per gli altri pupazzetti in bustina, ma in più potevano essere utilizzati per veri e propri giochi a sfida con gli amici; ma prima di parlarvi dei giochi, voglio mostrarvi qualche Jojo's... magari non ve li ricordate:


E questa era la bustina dove uscivano (ringrazio Lyndin per la foto personale di una sua bustina superstite), che includeva anche 2 adesivi, di cui qualcuno ancora vaga per casa mia, e a fianco il foglio illustrativo (la cui immagine invece ho trovato sul web):


Vi sono tornati in mente? In tutto ce n'erano 36 differenti... io ricordo di averne avuti una decina/quindicina differenti e non sapendo cosa fossero li avevo definiti affettuosamente "mozzarelle coi denti" (soprattutto per via del numero 5 dell'immagine sottostante, che mi sembrava una mozzarella in busta antropomorfa).
Qui sotto posto un'immagine di tutti i personaggi coi rispettivi nomi (non è per pigrizia, ma perché trascrivere se l'immagine dice tutto? Però cliccatela per vederla meglio :P):


Passiamo a parlare dei giochi... ce n'erano diversi, ora ve ne descrivo qualcuno:

Il primo consisteva nel munirsi di una quantità uguale di Jojo's, tracciare una riga a terra a una certa distanza da un muro e cercare di superare tale riga facendo rimbalzare i propri Jojo's contro il muro (immagine a lato).
Un secondo gioco invece consisteva nel lanciare a terra 6 Jojo's contemporaneamente per 3 turni, e fare la somma dei punti in base alla posizione in cui cadevano: 6 punti se cadeva in piedi, 3 punti cadendo sul lato, 1 punto cadendo con la faccia verso l'alto, zero se con la faccia verso terra. Il giocatore con più punti complessivi vinceva.
Un altro gioco invece consisteva nel mettere una fila di Jojo's in piedi come birilli e stenderne il più possibile tirandone uno contro. C'erano davvero molti modi di giocare con sti cosetti, che nostalgia...

Ultimamente sono stati rilanciati sul mercato in veste totalmente nuova e con i dettagli a colori (non monocolore come gli originali). Vi posto l'immagine di una pubblicità:


Che dire, come al solito forse mi ripeterò, ma io preferivo gli originali :P Al prossimo post!

giovedì 13 dicembre 2012

Natale per noi: Le pubblicità Bistefani

Ve la ricordate la serie di pubblicità natalizie che vedevano, tra gli anni ’80 e i primi anni ’90, il Signor Bistefani, produttore capo di dolci natalizi, lamentarsi costantemente nel suo ufficio dell’operato di Carlo, il suo intimorito fornaio pasticciere?

 Le gag che andavano in onda negli spazi pubblicitari li vedevano sempre alle prese con discussioni riguardanti ogni volta un prodotto diverso (pandoro, panettone, Krumiri, ecc…).

 Il Signor Bistefani, dall’aspetto serio e impettito (e anche un po' tirchio e incontentabile) e dallo sguardo sempre imbronciato, si divertiva sempre a deridere il suo magro e sottomesso assistente in tenuta da pasticciere per le sue proposte innovative.

Dopo la sfuriata iniziale, la pubblicità terminava con la celeberrima battuta di Bistefani “E chi sono io? Babbo Natale?”; che, appena pronunciata, faceva comparire dal nulla capellino rosso e barba bianca sul suo volto, accompagnati dal jingle “Babbo Natale è il più dolce che c’è!”

 La battuta del Signor Bistefani ci ha accompagnato per diversi natali, e ancora oggi è nell’uso quotidiano in determinate circostanze (a voi non capita mai di usare vecchie battute o citazioni per esprimere dei concetti?).

Gli attori nei panni dei due personaggi degli spot sono Renzo Rinaldi (Signor Bistefani) e Stefano Gragnani (Pasticciere Carlo). Il primo è ormai scomparso dal 2004 (noooo :( ), mentre il secondo continua attualmente ad avere piccoli ruoli nell’ambiente televisivo e del cinema.

Mi ero scordato di dirvi che ultimamente hanno riproposto gli stessi personaggi per gli spot Bistefani, solo che fatti interamente al computer. Eccoli qui di lato... fatti bene, ma gli attori reali sono inimitabili! E poi il pasticciere doppiato da Garbolino (per capirci, Michelangelo delle Tartarughe Ninja) non si può sentire!!

 Per quel che riguarda l’azienda Bistefani, invece, ne parlerò in seguito per non rendere troppo lungo il post e per inserirlo nella rubrica giusta (mi pare di aver già scritto abbastanza qui, non vi pare?).

 Vi lascio come mia abitudine con uno degli spot dell’epoca:


 A domani con un altro piccolo frammento di Natale passato ;)

martedì 4 dicembre 2012

Ritorno all'infanzia (in Rome)

Buone notizie, nostalgici romani!!! Ho una stupenda comunicazione da darvi:

Luneur riapreeee!!!!!

Che notiziona eh? Ho appena scoperto che proprio 2 giorni fa è partita la manifestazione di anteprima, all'Auditorium Parco della Musica, per il restauro del più famoso e importante parco di divertimenti di Roma... che sarà completo e riaprirà i battenti a carnevale del 2013!

Io non sto più nella pelle per la fantastica notizia... sperando soltanto che lascino l'ingresso gratuito come un tempo...

Vi rimando direttamente al sito www.luneurpark.it per maggiori dettagli e dove, se siete interessati, potrete compilare il form di invito all'inaugurazione dell'apertura.

Non potevo sperare in una notizia migliore... ho sempre desiderato che Luneur riaprisse... è come ritornare al passato... anche se sicuramente sarà molto diverso e più moderno (però, a quanto mi pare di aver capito, almeno la casa col gufo e la ruota panoramica rimarranno).

Chiudo qui questa comunicazione straordinaria informando tutti i fans e i lettori assidui del nostro blog che molto presto ci saranno novità nelle nostre pagine.

Ciao a tutti!!

martedì 30 ottobre 2012

Gimmi Ridimmi

Ve lo ricordate il Gimmi Ridimmi? E' stato un altro dei giochi che ho sempre desiderato e mai avuto...

Cos'era? Davvero non ce l'avete presente? L'abbiamo già accennato tempo fa quando abbiamo parlato degli "orsi replicanti", ma se avete un totale black-out mentale ve lo descrivo brevemente:

Il "Gimmi Ridimmi" era una sorta di radiolina in plastica a forma a virgola e un con faccino simpatico (i cui occhi erano i pulsanti REC e PLAY) in cui potevi registrare brevi messaggi. Una volta registrati avevi la possibilità di riprodurli aumentando o diminuendo la loro velocità, creando così degli effetti curiosi e divertenti. Era disponibile in varie colorazioni e nella parte inferiore c'era un foro che permetteva di portarselo dietro agganciandolo ad un portachiavi.

Quanto lo avrei voluto... la sua funzione di registrare e poi ripetere in maniera buffa e divertente era così innovativa che mi sembrava qualcosa di altamente tecnologico...

A ripensarci bene, oggi, è un gioco alquanto banale... visto che qualsiasi cellulare, già da diverso tempo, permette di registrare messaggi e ritoccare poi il risultato... per non parlare poi dei più recenti smartphone che hanno applicazioni di tutti i tipi per far ripetere i tuoi messaggi a diversi pupazzetti virtuali con le voci più strane (con questi ultimi programmini sto vivendo ora quei momenti che mi son perso da piccolo non avendo avuto Gimmi Ridimmi, e divertendomi soprattutto a farli ripetere con voci da bambino XD).

Poi oggi esiste anche un'altra evoluzione dei ripetitori (ma forse direi di più del robot Emiglio, di cui parlerò presto) che sono i più recenti assistenti vocali tipo SIRI (tutti i possessori di iPhone lo conosceranno senz'altro), che, a dire il vero, tutt'oggi mi inquietano... pensa l'effetto che m'avrebbe fatto una cosa del genere quand'ero bambino... ci sarei rimasto sorpreso ma anche spaventato :P

In ogni caso, oggi vorrei poter possedere un Gimmi Ridimmi soltanto per tenerlo esposto come cimelio: quel suo faccino strano, ogni volta che lo vedo, mi fa sorridere :)

A presto, con un aggiornamento che si preannuncia molto importante ;)

mercoledì 5 settembre 2012

"Scalatori appiccicosi"

Pochi giorni fa, in un distributore automatico di palline/gashapon, mi è capitato di vedere una cosa che apparteneva ai miei ricordi d'infanzia.
Non so come si chiamassero in Italia, ma in inglese vengono definiti "sticky man" o "sticky climber", e sono degli omini appiccicosi che scendono giù dai vetri... ve li ricordate? No? Erano questi qui:


Li si trovava dentro le patatine e funzionavano grossomodo come le manine appiccicose... solo che questi erano pupazzetti in plastica e di appiccicoso avevano solo mani e piedi (che non avevano forma, erano delle palline) e uno snodo centrale per permetter loro di piegarsi.

Sticky-Spiderman
I primi modelli avevano le sembianze di Spiderman, proprio per il fatto che scalavano i muri... ma più genericamente avevano l'aspetto di un wrestler.

Effettivamente svolgevano per ben poco tempo il loro lavoro: dopo 2 o 3 volte (un po' come succedeva con le manine) la parte appiccicosa si sporcava di polvere e perdeva la sua aderenza. Ciò significa che quando lanciavi al muro lo "scalatore", cadeva direttamente a terra. E veniva abbandonato, o finiva nell'immondizia.

Di questi omini appiccicosi hanno poi fatto una versione ufficiale con una definizione maggiore distribuita in Italia dalla Giochi Preziosi, con una definizione maggiore e chiamati Uaky-Taky. Con questo nome li ricordate? Eccoli in foto:


Io avevo il secondo. Come potete notare, anche in questo caso sono tutti piuttosto simili tra loro, si differenziano solo per alcuni dettagli e per la colorazione. Anche questi, come le versioni non ufficiali, dopo qualche volta perdevano la loro aderenza... ma pulendo con cura le parti adesive con semplice acqua, tornavano in piena funzionalità.

Un altro vantaggio era il fatto che le "palline" erano ben saldate al pupazzo, mentre le versioni delle patatine perdevano letteralmente i pezzi dopo poco (le mani e i piedi erano congiunte solo tramite un piccolo filamento di materiale gommoso, facilmente spezzabile). E' stato anche rimosso lo snodo, in quanto la posizione (ridicola) in cui sono stati creati li faceva "roteare" sui muri.

Di recente hanno creato una nuova linea di Uaky-Taky, totalmente in materiale appiccicoso (una sorta di Slimer :P), con i personaggi del film Toy Story 3. A differenza di quelli vecchi, questi vengono venduti in bustine singole a sorpresa (come i Kombattini).
Ve li mostro in foto e nel video della pubblicità:




Per quanto riguarda la pubblicità degli Uaky-Taky originali, quella italiana non sono riuscito a trovarla. Ho trovato però la versione spagnola, in cui si può almeno capire come scendevano dalle pareti, o avrebbero dovuto farlo (per quanti di voi non li avessero mai avuti per le mani):


Anche per oggi vi saluto, al prossimo nostalgico post!

mercoledì 29 agosto 2012

Super Liquidator

L'estate sta finendo, ma ciò che ha sempre caratterizzato le nostre estati, soprattutto al mare, sono state le guerre d'acqua con gavettoni e pistole ad acqua.
Oggi ci soffermiamo su quest'ultime, in particolar modo sul Super Liquidator: inutile chiedere se ve lo ricordate, considerato che esiste ancora oggi... E se non l'avete mai usato, sicuramente lo avrete sentito nominare.

Il Super Liquidator (nato nei primi anni '90) è la versione "shotgun" della classica pistola ad acqua, ma con un grande serbatoio esterno e un sistema di pressione "a pompa".

Le pubblicità dei Liquidator erano piuttosto ingannevoli, perché ti illudevano di getti potentissimi che potevano arrivare a oltre 20 metri, quando in realtà, al massimo della pressione, oltre i 2 metri non andavano e il getto era potente solo all'inizio... poi diventava come una fontanella.

Nel corso degli ultimi 20 anni ha avuto molte evoluzioni, che vi riassumo nell'immagine sottostante (fonte originale qui):


Mio fratello aveva quello del 1991, ma la versione 100 invece della 50 (che era blu col serbatoio giallo, quello dell'immagine di inizio post). Io sfortunatamente non avevo un Liquidator, ma una mitragliatrice ad acqua che aveva un getto simile, ma molto più leggero... ed infatti perdevo sempre le guerre ad acqua... ma nonostante tutto mi difendevo bene :P.

Parlando dei modelli successivi, mi incuriosiscono molto quelli col serbatoio enorme da mettere sulla schiena (tipo Ghostbusters! :D) e quelli con la tracolla fino all'anno 2000... quelli successivi sono effettivamente armi futuristiche di dubbio gusto (soprattutto quello del 2006... ma cos'è? una testa di Alien? Uno Slimer?)
Per non parlare poi dei modelli attuali, che non ho neanche incluso nell'immagine precedente, in quanto ce ne sono centinaia di versioni (tipo quello di Ben10 del 2009 che potete notare sopra), ognuno griffato con un diverso cartone animato, persino Hello Kitty!!!

Detto ciò, come mio consueto vi lascio con una pubblicità d'epoca (qui potete vedere il Liquidator 2000, che è uno dei più potenti che io ricordi nella mia infanzia e che ho sempre desiderato ma mai avuto):


P.S.: Ricordatevi sempre che per qualsiasi richiesta, riflessione, suggerimento, o per una semplice chiacchierata, è nato da poco il nostro gruppo Facebook all'indirizzo  http://www.facebook.com/teloricordimica (...e mi raccomando, cliccate su Mi Piace).

giovedì 12 luglio 2012

Spingi un Push Pop!

Dopo avervi parlato dei Melody Pops qualche tempo fa, oggi vi parliamo dei Push-Pop. Ve li ricordate?

Sì, quei lecca-lecca a "rossetto" che uscivano premendoli da sotto con il dito e che, una volta "sbavati", quando cercavi di farli uscire una seconda volta ti incollavano tutto il dito di bava zuccherosa.
Mi piacevano da morire, e ancora oggi ci sono (anche se non li mangio più da una vita). Ne hanno fatte anche fragranze tropicali, pensa te.
Quanti di voi si sono trovati con le dita incollate da questi lecca-lecca? Quanti hanno rinunciato a finirli proprio perché diventavano delle poltiglie collose intoccabili? Io nonostante tutto avevo il coraggio di andare fino in fondo. Comunque il più buono era quello alla fragola :D





La pubblicità degli anni '90 la ricordo benissimo ed era questa, ma non sono riuscito a trovarla in lingua italiana (questa è in spagnolo), però alla fine diceva "Spingi un Push Pop! Spingi un Push Pop!


In italiano però sono riuscito a trovarne la versione attuale, uno pseudo rap di alcuni ragazzini (talmente incasinato e impastato nelle voci che si capisce a mala pena che è nella nostra lingua :P):


E dopo avervi rinfrescato velocemente questi ricordi zuccherosi e collosi, vi do appuntamento al prossimo post :)

mercoledì 13 giugno 2012

Pattumeros

Proprio oggi mi sono tornati in mente i Pattumeros (Trashors in versione originale), personaggi rinchiusi in una bustina dell'immondizia che, disciolta in acqua, faceva materializzare magicamente il pupazzetto.

Il concetto in sè stesso mi incuriosiva, e allo stesso tempo mi spaventava. Avevo paura che, una volta disciolto il sacchetto, dalla bustina non si materializzasse nulla perché avevo sbagliato qualche passaggio (beata ingenuità).

Come per i Kombattini e simili, erano un'armata di guerrieri "ecologici" da collezione, ma che uscivano casualmente dal sacchetto. Eccone qui diversi in foto (non so se sono tutti, ma credo di sì), qualcuno di voi se li ricorda per caso?


Informazioni tecniche in proposito non ne riesco a trovare, ma posso raccontarvi un aneddoto legato a questi giocattoli che m'è rimasto molto impresso.
Erano i lontani anni 90, ed il mio negozio preferito di allora, Market 2000 (un negozio di casalinghi molto simile ai moderni negozi cinesi e sostituito già da molti anni da una fredda banca...che tristezza), aveva questi giocattoli in bustina. Guardandone il retro della confezione ero rimasto innamorato da uno dei personaggi. Ora non ricordo precisamente quale, ma mi pare fosse uno di questi due:


Il prezzo di una singola bustina era 7.000 lire (lo ricordo ancora benissimo), e visto che per mia mamma "era troppo caro" per farmelo comprare da lei, decisi di attingere ai miei risparmi (che allora ammontavano a circa 44.000 lire, e mi sentivo ricchissimo) per comprarmene uno. E siccome non volevo sprecare i miei soldi, studiai bene il retro della confezione per vedere se ogni personaggio avesse un codice identificativo, e per mia fortuna lo avevano :D
Allora andai tutto convinto al negozio, cercando la confezione col codice di quello che piaceva a me e lo comprai. Tornai a casa e, seguendo con cura le istruzioni per paura di sbagliare qualcosa, ho sciolto il sacchetto... e cosa ci ho trovato? Questo:


Non potete immaginare la mia faccia delusa quando ho visto il contenuto. Il codice era ovviamente un imbroglio, in quanto sul catalogo interno i personaggi erano riportati in ordine totalmente diverso. Tra l'altro questo non mi piaceva per niente. Da quel momento non ne ho comprati più, ed è finita la mia esperienza coi Pattumeros.

Comunque ho scoperto che esistono ancora oggi, ma non sono gli stessi di un tempo: si chiamano Trash Pack Pattumeros e invece di essere dei combattenti sono dei mostriciattoli tozzi o dei rifiuti antropomorfi di materiale gommoso rinchiuso ognuno in un bidoncino. Vi mostro un'immagine:


Nonostante la profonda delusione della versione anni 90, preferisco di gran lunga quelli vecchi.
Qualcuno di voi ne ha avuti? Avevate anche voi paura che sciogliendo il sacchetto non uscisse nulla?

Lasciate la vostra risposta in commento. Al prossimo nostalgico post :)

mercoledì 2 maggio 2012

I campioni del calcio in 3D

Oggi vi voglio parlare di modellini. Ma non di modellini qualunque: delle riproduzioni dei calciatori degli anni '90!!!

Ve li ricordate i calciomodelli "Forza Campioni!"? No? Vi rinfresco un po' la memoria.

Ruud Gullit
Erano dei modelli semistatici, in quanto erano snodati solo alle braccia e al busto, di alcuni dei calciatori della Serie A italiana e della Nazionale dei primi anni '90 ed erano distribuiti dalla Kenner.

Vi elenco nel dettaglio i giocatori divisi per squadra:
  • Fiorentina: Marco Landucci, Roberto Baggio;
  • Inter: Lothar Matthaus, Nicola Berti, Riccardo Ferri, Andreas Brehme, Walter Zenga, Giuseppe Bergomi, Aldo Serena;
  • Juventus: Giancarlo Marocchi, Stefano Tacconi, Ruisinho Barros, Luigi De Agostini;
  • Lazio: Ruben Sosa, Angelo Adamo Gregucci;
  • Milan: Carlo Ancelotti, Roberto Donadoni, Marco Van Basten, Ruud Gullit, Franco Baresi, Paolo Maldini, Franklin Rijkaard;
  • Napoli: Diego Armando Maradona, Luca Fusi, Andrea Carnevale, Giovanni Francini, Massimo Crippa, Antonio Careca;
  • Roma: Rudy Völler, Giuseppe Giannini;
  • Nazionale: Nicola Berti, Roberto Donadoni, Roberto Baggio, Franco Baresi, Paolo Maldini, Giuseppe Bergomi, Roberto Mancini, Walter Zenga, Gianluca Vialli, Riccardo Ferri, Fernando De Napoli, Giuseppe Giannini.
Iniziamo dicendo che anche se sulla confezione c'era scritto "FEDELI RIPRODUZIONI TRIDIMENSIONALI DEI TUOI CAMPIONI", i dettagli del viso erano alquanto approssimativi (tipo gli occhi, che erano disegnati interamente in nero o marrone)... anche se bisogna dire che le maglie riproducevano alla perfezione lo sponsor dell'epoca.

Prima di continuare, vi mostro qualche altra foto:

Vari modelli Nazionale
Vari fuori dalle confezioni
Maradona
Zenga
Retro della confezione

Se notate la foto del retro della confezione, in basso c'era una piccola strisciolina da ritagliare per costruire la basetta in cui inserire la figurina cartonata del calciatore inclusa. La chicca stava nel fatto che lo spazio centrale era bianco e sotto c'era scritto "SPAZIO PER L'AUTOGRAFO": ora non vorrei sembrare polemico, ma nella remota ipotesi che qualcuno fosse riuscito prima o poi ad incontrare il calciatore di cui aveva il modellino, sarebbe mai riuscito a farsi fare l'autografo su questa basetta così piccola (e magari già montata)?

Ora io di questi "campioni" ne avevo 5, presi senza alcun criterio logico o di tifoseria (in quanto in quegli anni non ero tifoso di nessuna squadra, gli interessi erano altri :D), ma soltanto perché erano belli per giocarci (ebbene sì, io li usavo come se fossero personaggi del Subbuteo :P). Ora ve li mostro, nel loro stato attuale:

Sosa, Berti, Bergomi e Baresi
Massimo Crippa

In seguito sono usciti altri modelli dei calciatori, ma in versione "deformed" coi capoccioni (di questi credo che ne parlerò in un altro post). Però recentemente ho visto in vendita, ma non con grandissima diffusione, alcuni modelli di calciatori tipo quelli di cui vi ho parlato finora ma molto più dettagliati... solo che, a mio giudizio e da appassionato di modellismo, non sono per nulla somiglianti... Ve ne posto uno di Totti, che dite, ci prende? Io dico di no.


Sinceramente preferivo più quelli di una volta. Che dire, gli anni della nostra infanzia erano davvero i più belli :)