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giovedì 22 novembre 2018

Gioco-vedì: Barbie Magica Voce (1992)

Era il 1992 e penso proprio che Barbie Magica Voce (il nome vero era "Teen Talk") sia stata l'ultima con cui ho giocato seriamente.
Era speciale e differente dalle altre Barbie: lei parlava.
Non per cavoli suoi, eh!
Premevi un pulsantino che aveva sulla schiena e diceva una frase. UNA.

Prima di rivelarti però la frase della mia, ci tengo a precisare che questa Barbie aveva addosso più vestiario di tutte le altre bambole che avevo.
Non solo i vestiti che indossava erano parecchi (top, pantaloncini, gonnellina, giacca, fuseaux, tutù)  era carica anche di accessori, quindi ci si passava sopra tranquillamente alla delusione della singola frase, perché -almeno nella mia testa- doveva dirne di più. Ovvio.
Comunque da brava donnina, nonostante il suo non misero vestiario, sai cosa aveva il coraggio di dire la mia?

" ANDIAMO A FARE SHOPPING!"  ^^"

Comunque, assomigliava moltissimo a Carrie Bradshaw di Sex And the City (avevo la versione ricciola) e come per tutte le altre Barbie alla fine era diventata una maestra di Sci alla Baita di Montagna (LA BAITA DI MONTAGNA! merita un post a parte! La ricordi??!!?) e non lo diceva più dello Shopping. Ah, era anche una delle tante donne che frequentava Ken Bruno ( quello della famiglia cuore), ma poi la relazione si fece stabile - nonostante la differenza anagrafica- con Alladin (e tieni presente che il Ken di Alladin era gettonatissimo all'epoca).

La ricordi?
L'hai avuta anche tu?
La tua sorellina o la tua amica del cuore?
Ricordi che frasi dicevano?

Ti lascio con lo spot dell'epoca:

mercoledì 17 ottobre 2018

Gioco-vedì: Le Gomme di Orzo Bimbo

Che tu sia team Nesquik o team ORZO BIMBO poco importa, queste qui le ricorderai anche solo per sentito dire: 
Le Gomme di ORZOBIMBO.

Potevi trovarle in ogni confezione, io ricordo ancora l'odore che ti entrava nel naso quando toglievi la parte metallica che chiudeva il barattolo in maniera ermetica, anche se la nostra storia d'amore è durata molto poco..infatti potendo scegliere chi è che non passerebbe al cacao?
Addirittura nemmeno subito al Nesquik, prima c'era "SPRINT"..lo so, sono anziana, porta pazienza.
(A proposito, ma solo io mangio Nesquik " a secco" ancora oggi?)
Ma torniamo all'argomento di oggi:
Le gomme rappresentavano gli abitanti del mondo di Orzo Bimbo. Un grillo, una tartaruga, uno scoiattolo, il trittico si chiamava  BIM BUM BAM (sì, proprio come la trasmissione, ma credo siano precedenti ^_^") e doveva difendere un campo d'orzo dalla strega cattiva che si chiamava GRAMIGNA. Ogni spot era una storia diversa.

Quella che vedi qui accanto è la mia unica gommina rimasta raffigurante BIM (lo scoiattolo).
Ha il muso colorato male, ma poco importa.
Mai utilizzata perché, sin da piccola, se mi piaceva molto qualcosa tendevo a metterlo da parte e ancora sono felice di averlo fatto.
Qui sotto puoi ammirare lo spot d'epoca, 
che pubblicizza proprio queste gomme.
L'anno esatto non me lo ricordo, ma penso sia intorno al 1985/86.

Le ricordi e/o hai ancora anche tu?
Parliamone nei commenti o , se vuoi, sulla nostra pagina Facebook..

giovedì 14 dicembre 2017

Gioco-vedì: Il Tetris - da Tavolo - (1989)

Che nel 1989 impazzava nei nostri Game Boy Tetris , lo ricordiamo tutti.
Ma quanti di voi ricordano il gioco Tetris da tavolo?


E' stato pubblicato nel 1989 da Tomy e distribuito da Giochi Preziosi.
A Natale dello stesso anno arrivò sotto il mio albero.
Ero molto contenta e la confezione prometteva bene, da chiusa.
Una volta aperta però che delusione, era qualcosa di troppo simile a "battaglia navale".
E lo so, che ero io ad avere pretese troppo alte.
Del resto, un gioco da tavolo tratto da un videogioco del genere come può essere? :P
Comunque oltre al pannello dove dovevi incastrare i pezzi, che venivano scelti da una sorta di "ruota della fortuna", c'erano i pezzi sfusi.
Si poteva giocare in due, ma anche in squadre.
Io c'avrò giocato tre volte in croce, oppure mi limitavo ad aprire, guardare i pezzetti sfusi e richiudere.
Meritererebbe anche il titolo di oscenitudine, ma bisogna essere buoni.
Tu hai ricordi in merito?
Ne hai sentito parlare?
Hai mai provato il brivido del giocarci? :P
Come sempre, aspettiamo i tuoi ricordi, pensieri e perplessità, qui sotto nei commenti o sulla nostra pagina facebook.



giovedì 13 ottobre 2016

Giocovedì: La magica maglieria di Barbie

Ne avevo accennato già in questo post, ma non avevo approfondito!
La maglieria magica di Barbie, la ricordi ?
Io cell'ho ancora, lo ammetto. Praticamente nuova.
Non è mai stato amore immenso anzi l'ho sempre guardata malissimo perché io, a differenza di un sacco di mie amichette - e di altre bambine sparpagliate per tutto il pianeta- non sono mai riuscita a crearci niente.
Ma niente, sul serio eh!
Non ho ben capito se mancasse un pezzo per farla funzionare, o se semplicemente si trattasse di inettitudine da parte mia, poiché io con il "cucito" non sono mai stata grandiosa e nemmeno con i lavori ai ferri, nonostante mia madre sia tipo "cintura nera" in questo genere di cose.

Ero arrivata anche a pensare che l'avessero chiamata "magica" perché ci fosse qualche rito da fare prima di cucire, ma nelle mie istruzioni non c'era.
Di fatto volevo tantissimo fare dei vestiti di lana alle mie bambole, ma qualcosa di non ancora identificato, me lo impediva. E allora le mie poverette si ritrovavano arrotolate in pezzi di stoffa da colori assolutamente casuali, agghindate alla meno peggio, oppure avevano dei graziosissimi vestiti di carta, che con quella andavo sul sicuro. 

Ricordo l'invidia per lo spot in tv della maglieria, nel quale ti facevano vedere dei guanti, un cappello, addirittura uguale per la bambola e per la bambina e soprattutto un bassottino fatto di lana. E io -come si dice da queste parti- "rosicavo" e basta. 
E' finita riposta nella scatola, con i vari fili colorati che erano in dotazione ( ricordo un arancione orribile), ma nel corso degli anni provai diverse volte a rimetterci mano, con risultati sempre peggiori. Ma non sono mai arrivata a distruggerla, per questo. :P
Sei tra le fortunate che è riuscita a crearci qualcosa?
Tua sorella era una piccola produttrice di tubolari di lana, grazie alla sopra citata macchina?
Invidia a parte aspetto, come sempre, commenti sulla questione,  qui sotto oppure nella nostra pagina Facebook.

Lascio qui uno spot del 1985 riguardante la "macchina infernale" , non credete in tutto quello che fanno vedere, tutte quelle cose sicuramente sono state prodotte con altri "aggeggi" :P

giovedì 23 giugno 2016

Giocovedì: Gli album magici ( Paint With Water)

Nel resto del mondo sono conosciuti come "Paint with water" (dipingi con l'acqua), ma anche come "the magic album" (l'album magico).
L'elemento magico, nell'infanzia è importante
(nel mio caso, ci sono rimasta un pochino troppo sotto, non fateci caso) comunque alla fine da noi sono diventati "gli album magici".
Avevano, se non erro, anche un nome diverso, ma non riesco proprio a ricordarlo.
(Magari era una cosa locale, non lo so, da voi come si chiamavano?)

Ma andiamo al sodo: cosa avevano di magico questi album?

Non avevi bisogno del pacco di pennarelli, bastava un pennarello speciale, si, magico pure quello.
Era sufficiente passarlo sopra i puntini che componevano il disegno ed appariva immediatamente il colore. Da solo. Magia!
E cosa ne potevi sapere tu, cinquenne, che quei puntini nascondevano pigmenti acquarellabili e che quel pennarello incolore conteneva in realtà solo acqua?
Niente,  chiaramente ignoravi il tutto, ed eri contento lo stesso.

Avevano un fascino indiscutibile, e vi assicuro che ancora ne hanno, almeno fino ad una certa età (qualcosa si trova ancora, se ve lo state domandando) ovviamente, poi si preferiscono di gran lunga i pennarelli colorati, anche solo per il semplice gusto di ritrovarsi con le mani più colorate del disegno.
Va ricordato che, questi album, erano spesso abbinati con i Trasferelli!
Ma lasciatemi dire che erano -e sono-semplicemente geniali,  e non solo per il fatto della sicurezza.
Se andiamo ad analizzare, l'unica cosa pericolosa era il pennarello ma bastava sostituirlo con un dito bagnato - o con pennello, per dire. La genialità secondo me stava e sta nel fatto che, non sporcava nulla (e nel remoto caso di incidente, va ricordato che gli acquerelli si puliscono facilmente da ogni tipo di tessuto o superficie). E non è poco!
Insomma, facevano poca "confusione" e questa cosa i genitori la vedevano (e vedono) sempre di buon occhio. (Non è polemica eh, anzi, se avete avuto a che fare con bambini -piccoli e non- e acquerelli sapete certamente di cosa sto parlando. Se invece non avete idea, vi conviene tenere questa cosa a mente, seriamente, per il futuro. :P )


Chiacchiere a parte, li ricordate????  ^_^

Non ho trovato grandi documentazioni in merito, purtroppo. Giusto qualche copertina, ma niente niente niente, per esempio, della Disney. Ho però questo ricordo super nitido di me -sei enne- che coloro la mela rossa di Biancaneve e sono molto arrabbiata perché vorrei che anche la sua gonna fosse rossa ed invece mi viene gialla di default, ecco.
Biancaneve a parte, ne ho avuti svariati, comunque.
Ricordo qualche album con Braccio di Ferro (popeye), ma anche con Rainbow Brite (Iridella) o Barbie.
Ovviamente esistevano anche di Rambo, e anche di Superman, Spider Man e di Big Jim.

Adesso m'è venuta voglia di andarli a cercare.
A voi no? :)


giovedì 2 giugno 2016

Giocovedì - Micro Transformers

"Microrobot col potere della trasformazione!"

Il nome vi dice niente? Distribuiti in Italia da GIG negli anni '90 e conosciuti in America col nome di Transformer Micromasters, i Micro Transformers erano le versioni "mini" dei famosissimi robottoni trasformabili.

I set più piccoli, quelli delle "pattuglie", erano composti da 4 veicoli legati da una tematica comune (io ad esempio avevo il set dei fuoristrada). Esistevano però anche set più grandi, con mezzi che diventavano basi operative oppure con Transformers componibili.

In questo foglietto informativo americano si possono vedere, con maggior dettaglio, tutti i set disponibili (non sono sicuro che in Italia li abbiano distribuiti tutti, ma di sicuro quelli piccoli c'erano):


Quanto mi ci sono divertito con il mio miniset: ricordo bene che i veicoli, essendo di colore blu, rosso, arancione e grigio mi ricordavano i colori delle Tartarughe Ninja (ad eccezione del grigio al posto del viola) e quindi li avevo soprannominati Leonardo, Raffaello, Michelangelo e Donatello!

Della squadra di quattro, me ne sono "sopravvissuti" solo 3:


Quanti di voi li ricordano? Ne avevate qualcuno? Fateci sapere!

giovedì 19 maggio 2016

Giocovedì: Campana.

Gioco semplicissimo ed intramontabile proprio per questo, ancora va di gran moda tra i bambini. Ci vuole davvero poco, è sufficiente avere un pavimento, un gessetto ed un sasso. Anche se a me è capitato più volte di disegnarlo direttamente col sasso lo schema,  quindi la presenza del gessetto non era necessaria. Io l'ho sempre conosciuto come "Campana", ma so per certo che ha altri nomi, tipo "Cielo". Ho visto che viene rappresentato in diversi modi, ma comunque il più classico è con sette caselle e l'ultima rotonda.
A me, l'avevano raccontata come la rappresentazione dei giorni della creazione, quindi come se fossero i giorni della settimana...fino a giungere alla domenica, che è rappresentata dal cielo, e per questo è la casella in cui si riposa.

Lo scopo del gioco consisteva, nel lanciare un sasso piatto (o un tappo) e di andarlo a recuperare, saltando su una gamba sola, ma esiste anche la variante a "gambe alternate", cioè dove sono due caselle a gambe divaricate e dove è una, su una gamba sola e così via.
Si doveva comunque completare il percorso, recuperare il sasso, arrivare al "cielo  e tornare indietro.

Ho scoperto che in realtà è un gioco che facevano i soldati  all'epoca dei romani per allenarsi a muoversi con agilità con diversi carichi addosso.

Scommetto che a questo ci abbiamo giocato tutti tutti.
Come lo chiamate dalle vostre parti?
E' sempre "campana"?
Vi aspetto come sempre nei commenti!
Al prossimo Post! :)



giovedì 5 maggio 2016

Giocovedì: Le fiabe Sonore

Oggi li chiamiamo "audiolibri", e non sono solo fiabe, ma spesso romanzi anche di un certo livello. Letti ed interpretati, da una voce narrante - o più di una-. Personalmente, i libri adesso, preferisco leggerli invece di ascoltarli, ma c'è stato un periodo in cui dovevo farmeli narrare per forza, e anche voi, soprattutto quando non sapevamo ancora leggere. ^_^ 

Quando mettevamo in croce nonni e genitori e zii, per farci raccontare una fiaba, anche per otto volte di seguito, incavolandoci perché loro - i grandi- per farla breve magari saltavano dei pezzi, che tu però sapevi benissimo. La soluzione per la famiglia esisteva già da un po' di tempo. Infatti esistevano le fiabe su disco, i 45 giri. Ma c'è da dire che le musicassette erano decisamente più pratiche,  anche se io a 4 anni ero già in grado di mettere un vinile senza graffiarlo, per dire. 
Dicevo, le cassette con le fiabe ed il walkman, hanno rivoluzionato un po' tutto.
Nel corso degli anni uscirono varie raccolte.
Quelle Disney erano bellissime, perché avevano le voci originali del cartone, per esempio della Sirenetta era proprio la versione audio. Bellissimo.
Ma le mie preferite non erano quelle, ma "Le fiabe sonore".
E la cosa che adoravo, anche più della fiaba in se, era la sigla iniziale. 
Quella finale invece mi inquietava, forse per la voce stridula del tizio. 

La ricordate?
No?!
Dai, quella che faceva: "A mille ce n'è, nel mio cuore di fiabe da narrar..."
Anche solo a canticchiarla a mente mi mette nostalgia, comunque, facciamo una cosa bella?
Vi lascio una delle mie fiabe sonore preferite, con sigla iniziale e finale e tutto. 
Al prossimo post! :D






giovedì 21 aprile 2016

Giocovedì: L'orologio Polly Pocket.

Delle Polly Pocket abbiamo già parlato, è vero, ma non dell'orologio!
Si perché, ad un certo punto, avevano deciso che quelle minuscole bamboline, dovevano vivere si in mini ambienti, e le scatolette andavano anche bene, ma risultavano inutili.
E allora perché non farle stare in oggetti utilizzabili? Io ne avevo due: L'astuccio e l'orologio.

Ecco, a quest'ultimo ero, e sono ancora, molto affezionata (tant'è che cell'ho a casa, funzionante).
Non era grandissimo, con un bel quadrante ed un mini alloggiamento a vista in cima, che poteva aprirsi e rivelare una casina, dove viveva un'anziana coppia, un'amica di Polly -che per me era la badante- , lei c'era, ma ho idea andasse solo in visita visto che era impermeabile munita.
La casa era spoglia, una tv, un divano, un tavolo sempre apparecchiato, nella parte in piano.
Poi c'era una scala ripida, una specie di dondolo a due posti, e un letto a castello..dove è chiaro non dormissero affatto i due vecchietti.
E poi c'era una luuuuunga scala che portava al fondo dell'orologio, ma non era solo per farli uscire-entrare! Portava nel retro dove, nascosto in uno sportello, c'era un giardino disegnato con delle fontane.
Poteva essere di colori diversi, il mio -in foto sembra verde- è quasi celeste... ma so per certo di una versione rosa. Non so se cambiavano i personaggi interni, ma non credo.
Ripeto, di tutta la faccenda, a me faceva impazzire il fatto che fosse tutto minuscolo e su misura.
Insomma, l'ho adorato, seriamente e mi piace ancora, nonostante le ammaccature e l'età che ora inizia ad avere, visto che è del '91.

Lo ricordate?
Lo avevate anche voi?
Riuscite a ricordare altri "polly"- oggetti? :)

Al prossimo Post! ^_^

giovedì 14 aprile 2016

Giocovedì: Rubber Poppers

Oggi voglio parlarvi molto velocemente di un gioco che m'è tornato in mente di recente: i Rubber Poppers.

Non so come si chiamassero in italiano, ma sono questi affarini di gomma colorati, nell'immagine a lato, che, rigirandoli su sé stessi, si facevano saltare.

Erano un passatempo che può sembrare alquanto stupido, ma a volte mi capitava di passarci molto tempo a farlo e guardarlo saltare...


Un altro modo per giocarci era quello di utilizzarlo come "proiettile" mettendolo sull'indice e puntandolo verso qualcuno o qualcosa... di certo non faceva male come la Condor ma era divertente lanciare sto cosetto di gomma sulle persone per farle infastidire :P

Non c'è molto da aggiungere, ma vi lascio facendovi alcune domande:

Voi ne avevate?
Sapete come si chiamavano in italiano?
In quali modi lo utilizzavate?

Fateci sapere tutto con un commento!

Alla prossima finestra nostalgica :)

giovedì 7 aprile 2016

Giocovedì: I Fiammiferini.

Dopo anni e secoli, eccomi a parlare di un giocattolo in realtà anni 70, ma che è arrivato anche alla nostra generazione (di poco più che trentenni, grossomodo):
I Fiammiferini!

Che si chiamavano per l'appunto così, perché erano grandi quanto una scatola di fiammiferi, ed infatti venivano venduti chiusi lì dentro.
Questa cosa della scatolina, l'ho sempre trovata una cosa geniale.
Erano tutti diversi e da collezionare.
Ma secondo me il vero fascino era proprio nel fatto che il il contenuto della scatolina era a sorpresa.

La bambolina anche era molto semplice, alla fine si trattava di una piccola testolina di plastica su un mini corpo di feltro imbottito.

Ne ricordo nitidamente uno, di cui però ho perso le tracce ad un certo punto. Aveva una tuta blu scuro con cappuccio in tinta, ed era diventato per un periodo figlio di Barbie e Ken della famiglia cuore (che poi poi però venne soppiantato dai Paciocchini, che ne erano poi il corrispettivo anni 90).

Ricordo un dettaglio particolare di questo ultimo fiammiferino. Non ho mai indagato se le testoline venissero decorate a mano, ma credo di si. Fatto sta che quello che avevamo, in  tuta blu, aveva gli occhi azzurri dipinti malissimo, uno su e uno giù. Era estremamente inquietante, poverino.

Dopo questa immagine triste, vi lascio con le solite domande di rito, tenendo però conto di quanto dicevo ad inizio post, cioè che questo è un tipo di gioco di "seconda mano" nella migliore delle ipotesi, oppure potrebbe addirittura rientrare in una categoria di giochi di cui avete solo sentito parlare...quindi:

Li ricordate?
Avete avuto modo di giocarci mai?
Vi stavano simpatici?
E soprattutto: avevano gli occhi normali i vostri? :P

Buona giornata e al prossimo post! ^_^

giovedì 18 febbraio 2016

Giocovedì: La capanna.

Da piccoli, la cosa più divertente da fare è cercare "nascondigli", ovviamente per farsi trovare, ma anche per osservare le cose, il dono dell'invisibilità praticamente.

Io da piccola adoravo nascondermi sotto al tavolo.
Durante le feste, quando casa si affollava poi, mi piaceva ancora di più, e non perché avessi paura di qualcosa .
Semplicemente adoravo stare lì sotto, a guardare da una prospettiva diversa, e ad ascoltare i grandi chiacchierare di cose che nemmeno capivo, senza essere vista.
Anche se poi tutti sapevano esattamente dove ero.

Ma l'alternativa più gettonata, soprattutto quando si era in tanti era :"la capanna".
Ossia l'antenata delle piccole tende che ora hanno quasi tutti i bambini, o delle casette di plastica.
Era più rudimentale e sicuramente più economica, visto che per costruirla bastava avere plaid, lenzuola e sedie.
E poi ci si nascondeva sotto e ci si stava per ore, anche se ogni tanto, a turno, si tirava fuori la testa per respirare. Era molto divertente, e mi piaceva così tanto, che ad un certo punto ho supplicato i miei di montarmi una vera canadese in giardino. E' durata tre mesi.

Quale era il vostro rifugio del cuore da piccoli?
Avevate la casetta plasticona o eravate da "capanna" anche voi?
Aspetto come sempre i vostri ricordi nei commenti.

Al prossimo post! :)

giovedì 14 gennaio 2016

Giocovedì - Super Condor Calibro 7

Chi di voi, soprattutto tra i maschietti, non ha mai posseduto la mitica Super Condor Calibro 7?

Esatto, sto parlando proprio di lei: la pistola ad aria compressa, prodotta da Villa Giocattoli, in plastica e metallo nero cromato che sparava gommini di colore giallo.

Toglietemi una curiosità: voi usavate la pistola in modo "classico", cioè sparando i gommini sul bersaglietto incluso nella confezione?
Per esperienza so che nessuno l'ha mai fatto!


Il modo più risaputo per giocare con queste pistole "soft air" era quello di utilizzare i piombini veri e propri e fare delle guerre all'ultimo sangue, con grandi sgridate da parte dei genitori per i lividi.

Personalmente, non ho mai usato i piombini... La Condor la caricavo con le bacche dei cespugli che, oltre a fare molto danno, macchiavano indelebilmente. Però proprio per quest'ultimo motivo, per non essere poi fustigati a casa per i vestiti da buttare, le bacche era preferibile spararle verso dei bersagli improvvisati e di scarso valore.

Voi avevate la Super Condor? Come ci giocavate?
Fateci sapere la vostra esperienza con un commentino.

Alla prossima!

giovedì 7 gennaio 2016

Giocovedì: Il Letto di Barbie Luce di Stelle (1987)

Ieri era la Befana.
La Befana, famosa vecchietta che si aggira per le ciminiere a riempire calze e calzettoni di dolciumi e caramelle e carbone -solo se siete stati cattivi- la conosciamo tutti.
Un po' di tempo fa, almeno dalle mie parti, questa nonnetta, portava in dono anche un giocattolo.
Insomma..una sorta di secondo round del Natale...soltanto che non sceglievi tu il dono, tramite letterina, ma era una sorpresa vera e propria.

Per me era quasi sempre portato roba di/per Barbie.
A volte vestiario...altre volte animali vari...(cavallo, cane, gatto) altre volte Barbie nuove, oppure:
pezzi di arredamento per la famosa casa -di cui potete leggere qui

Oggi vi parlo della volta che mi ha portato il letto a baldacchino, conosciuto formalmente come "Letto Barbie Luce di Stelle" perché aveva la copertura del baldacchino che al buio si illuminava- era fosforescente, e io con le cose fosforescente andavo e vado tutt'ora a nozze- 
Comunque... 
Il letto era semplice, una struttura di plastica rosa con una sorta di materasso, sopra e una trapunta con un cuscino solo...perché era fuori discussione che Ken restasse a dormire con lei.
Era grande si, ma sempre di un letto singolo si trattava e fuori misura, soprattutto in altezza per la mia casa delle bambole (dove, vi ricordo, che non entrava la cucina dei sogni, figuriamoci il letto).
Avevo anche un altro lettino scialbo (non quello col fiocco, proprio una cosa di plastica senza niente, con una specie di lenzuolino, per Ken ovviamente... ma non era la stessa cosa.
Ovviamente era sempre fuori dalla casa.
Ma non c'era problema, anche perché credo che la mia Barbie non abbia mai usato il suo letto per un semplicissimo motivo: era sempre occupato, e non dalle altre barbie.
Chiunque di voi ha oppure abbia avuto un gatto ed una casa di barbie ( ma non solo quelle eh)
a scelta, saprà che il gatto era come calamitato da queste cose.
E niente, il mio gatto adorava dormirci dentro, e con e senza il rivestimento luminoso.
Mi dispiace solo di non essere mai riuscita a fotografarlo...ma provate ad immaginarlo. ^^"

Vi lascio con lo spot televisivo della camera da letto e della barbie luce di stelle..
Ora torno a sgranocchiare le cose della calza ^_^  
Al prossimo post! :D



giovedì 31 dicembre 2015

Giocovedì: Inferno-Paradiso

Questo gioco era abbastanza rudimentale, e fino a poco fa ignoravo il suo vero nome, che pare sia "inferno paradiso" oppure "quadrato magico". In Inghilterra si chiama semplicemente"Fortune Teller", e lo usano dagli anni 50, circa.

E' un origami, ed è -senza dubbi - uno dei primi origami che ho imparato a fare, insieme all'aeroplanino e alla barchetta.

Ma che cos'era? Un fiore? Un becco?Booh!
Comunque, questo giochino qui, mi ha intrattenuto per ore. A volte mi ha fatto fare ca****e terrificanti, altre volte mi ha fatto fare delle risate mostruose.

Come si giocava:

Si partiva da un quadrato, si piegava e piegava, poi si scrivevano dei numeri, si coloravano i lati esterni e, sotto alle "alette" dei numeri andavano scritte delle sentenze tipo "Si"- "No"- "Forse" "Ho detto NO!" o altre cose simili ma, insomma, andava un po' a gusto personale.
Si poteva utilizzare in ogni tipo di occasione e per ogni tipo di dubbio.
Diciamo che era una variante - sicuramente più economica - della Palla Magica numero Otto, che è non ho mai avuto, ma ho sempre desiderato. 
E soprattutto, a differenza della palla magica, questo si poteva creare in 5 minuti ed, in base a quanta carta avevi, si poteva fare di diverse dimensioni, e la cosa bella è che si poteva fare sia da soli che in compagnia.
Il succo era, fare una domanda all'aggeggio, poi si impugnava con il pollice e l'indice delle due mani, come per "pizzicare".Dopo aver aperto e chiuso, facendo facendo toccare tutti i lati, in base al nome di chi faceva la domanda, si doveva scegliere uno dei quattro colori che avevi davanti.
E poi, si sceglieva un numero di quelli che restavano visibili, ed una volta scelto era sufficiente aprire la finestrella e leggere la sentenza, senza prenderla troppo sul serio, possibilmente.
(Credo di essermi persa anche un passaggio, ma se lo ricordate meglio di me, o giocavate ad altre versioni, ditelo eh! ^^")

Per gran parte del tempo, il tenore delle domande mie o delle mie amiche era:
"Ci sposeremo mai io e Orsello?" - "Verde"- "Otto." - "No." 
E con molta delusione, ripiegavamo e ricominciavamo.

Ma ricordo che lo usavamo anche prima delle interrogazioni, soprattutto alle scuole medie, mentre alle superiori l'uso fu marginale, perché ad un certo punto, questo genere di scaramanzia lascia il posto ad altri rituali, ma di questo ne parleremo un'altra volta.

Come si chiama dalle vostre parti questo gioco? Lo ricordate?
Vi siete mai affidati a lui per dichiarare amore eterno, o per entrare o meno a scuola? 

Vi lascio una mini guida con tanto di spiegazione anche su alcune varianti del gioco, che a forza di parlarne mi è venuta voglia di farne uno e magari anche a voi! ^_^



Ultima cosa ma non meno importante:  Questo è l'ultimo Giocovedì del 2015!
A dirla così fa un po' strano, perché che lo vogliate o no, quando finisce un anno - per quanto brutto possa esser stato - un pochino di malinconia è sempre presente.
Ma bisogna avere fiducia nel nuovo anno, se vogliamo che le cose migliorino.
Vi auguriamo di cuore, che il nuovo anno sia "buono" in tutto e per tutto.
Che vi porti novità, ma che, e questo me lo auguro soprattutto personalmente, sia un anno tranquillo e pacioso, anche se bisestile. ^^"

Divertitevi stasera!
E ora, lasciatemi chiudere questo post di due chilometri, con questa banalità:
All'anno prossimo! :P

giovedì 17 dicembre 2015

Giocovedì - La trottola

Non ve lo chiedo nemmeno perché questa cosa la ricordate e la conoscete tutti: sto parlando della trottola.

Nelle più svariate forme e colori, la trottola ha origini antichissime risalenti addirittura ai Greci e ai Romani, ed oltreoceano agli indiani pre-colombiani.

Lo scopo del gioco è quello di fare lanci precisi per far sì che la trottola giri più tempo possibile, ma in antichità erano vere e proprie sfide a due in cui l'obiettivo era quello di distruggere la trottola avversaria e prenderne la punta come trofeo.

Una variante della trottola è quella ideata appositamente per i bambini piccoli: decorata con diversi disegni e colori, ha un funzionamento a molla e una base su cui poggiarsi prima di iniziare a girare.

Sembrerà strano ma la trottola, essendo uno strumento che sfrutta l'energia cinetica, è anche fonte di studi matematici: esistono infatti diverse formule per calcolare e descriverne i movimenti.

Io, di trottola, oltre a quelle d'infanzia (ormai perdute) avevo lo "Strummolo": antica versione napoletana completamente in legno, con la punta metallica, e delle scanalature orizzontali per permettere un migliore avvolgimento della corda. Ci ho giocato parecchio, anche se farla ruotare non era per niente facile... soprattutto se ci provavi sulle mattonelle di casa (rischiavi, oltretutto, pure di scheggiarle, vista la punta di metallo!).

Beh, questo è il mio strummolo (o ciò che ne rimane, visto che ho perso la corda):


Voi che trottola avevate? Avete degli aneddoti legati a questo gioco?

Lasciateci scritta la vostra esperienza in un commento! Alla prossima!

giovedì 10 dicembre 2015

Giocovedì - Secchiomatto

"Son Secchiomatto
e dalla bocca io sputo le palline 
che tu metti nel secchio, Secchiomatto.
Dai, corretemi dietro, Secchiomatto!
Matto d'allegria!"


Vi ricordate questo jingle? Io sì, e anche molto bene.
Voi lo avevate il Secchiomatto? Io no, però mi piaceva molto la pubblicità :P

Secchiomatto, il cui nome originale era Mr. Bucket, è un gioco di società creato da Milton Bradley nel 1992 e distribuito dalla MB. Come dice lo slogan, l'obiettivo del gioco è quello di inseguire un secchio motorizzato e, muniti di paletta colorata, inserire dentro di esso tutte e 4 le palline dello stesso colore della paletta prima degli altri giocatori (che possono essere da 2 a 4). Ma la cosa è tutt'altro che semplice, poiché Secchiomatto espelle dalla bocca le palline già inserite ad intervalli regolari.

Penso che poterlo giocare ai tempi con gli amici sarebbe potuto essere divertente, soprattutto far loro i dispetti :P. Ma vabbè, questa opportunità è saltata... Qualcuno di voi l'ha avuta?

Curiosità: Vista la dinamica del gioco, alcune cliniche hanno ritenuto che Secchiomatto aiuti la coordinazione occhio/mano nelle terapie motorie.

Vi lascio come di consueto con lo spot dell'epoca, che credo la maggior parte di voi ricordi ancora limpidamente. Eccovelo qui:


Alla prossima finestra sul passato! Buon giocovedì!

giovedì 26 novembre 2015

Giocovedì - Ingegnerosky, l'incredibile giocosky

Proprio in queste ore mi è tornato in mente questo slogan e ho pensato di parlare, seppur in modo molto veloce, di questo gioco.
Lo ricordate?

Simili al più famoso Meccano, gli Ingegnerosky erano dei set di pezzi da assemblare tramite appositi "ferri" presenti nelle confezioni, con l'unica differenza che le parti invece di essere in metallo erano in plastica. La cosa non credo che sia molto vantaggiosa, in quanto sappiamo tutti quanto sia resistente la plastica con cui vengono prodotte queste cose.
Comunque ci si poteva sbizzarrire a piacimento a costruire tutto ciò che si voleva senza alcun limite alla propria fantasia.

Ora, nonostante io sia un fanatico di costruzioni, non ho mai avuto nè Ingegnerosky nè Meccano nè tantomeno i Lego Technics... e la cosa un po' mi è dispiaciuta, ma vabbè... i nostri erano altri tempi.

Ve la ricordate la pubblicità? Sfortunatamente non sono riuscito a trovare il video, ma ricordo perfettamente questi bambini vestiti da ingegneri/scienziati con tanto di capelli alla Einstein e una voce fuori campo che diceva: "Ingegnerosky, l'incredibile giocosky! Monta i pezzosky con il cacciavitosky... e diventa Ingegnerosky!" 
Sentire tutti quei termini col suffisso "-osky" lo trovavo insopportabile! :P

Avevate questo gioco? O il Meccano? Raccontateci le vostre esperienze qui sotto!

giovedì 19 novembre 2015

Giocovedì: Zoo di Cristallo (animaletti di coccio & Co.)

Sarà capitato a tutti di avere per casa un mini zoo composto di animaletti di vario genere.
Dal pappagallo di ceramica. Ai Gattini di Murano, sfumati, di Topolini di vetro, o Cavallucci di coccio.

E tu ci volevi giocare fortissimamente, e se eri abbastanza fortunato potevi pure farlo.
Ovviamente fino a che non accadeva di fratturare una zampa al povero sventurato animaletto di turno, oppure accidentalmente cadeva e addio testa.
Al di là del pericolo oggettivo -era roba che poteva ferirti- c'era un altro tipo di pericolo: Tua Madre.
Perché questi animaletti erano dei "ricordini" di qualche cerimonia, oppure appartenevano a qualche bomboniera e guai a danneggiarla.
Puntualmente accadeva comunque.
Andando avanti con il tempo, inizio a sospettare che lo facesse apposta... cosa ci doveva fare con tutte quelle statuine con i pappagalli, altrimenti? :P
Comunque, per tagliare la testa al toro, ad un certo punto li fecero di plastica ma, ovviamente, non era la stessa cosa.

Se li ritrovo, vi aggiungo le foto* dei "miei" frammenti. ^_^
E' capitato anche a voi di giocarci?
Era molto popolato il vostro zoo?
Dite la verità...
Quanti ne avete distrutti??! :P


(*Chiedo preventivamente scusa per la foto utilizzata nel post.
L'ho trovata su Pintrest, ma era senza fonti. :(
Ci tengo però a dire che se siete o se conoscete il proprietario, potete contattarci che aggiungiamo tag/link o nome, tempestivamente e volentierissimo. ^^") 

giovedì 5 novembre 2015

Giocovedì - Il Super Tele

Chi di voi, da bambino, non ha mai avuto un pallone Super Tele?
Lo vendevano, nell'inconfondibile retìna, praticamente ovunque: tabaccai, bancarelle, edicole... E andava perso o bucato molto facilmente.

Le "leggende" narrano che il Super Tele sia stato messo sul mercato nei primi anni '70, ma si dice che l'azienda italiana Mondo S.p.A. che lo produceva lo avesse in catalogo sin da prima.

Fratello più piccolo del Super Santos, il Super Tele (il cui appellativo Super non è che sia proprio idoneo) era un pallone leggerissimo a bassissimo prezzo, con stampati sopra i classici pentagoni neri dei palloni da calcio e la scritta del logo ben visibile. Inizialmente era unicamente in colore bianco, ma poi furono prodotti anche modelli blu, rossi, gialli e verdi.

Il punto debole del Super Tele, a parte lo scarso volume del materiale che lo rendeva facilmente soggetto a forature, era la valvola: antipatica da morire, quando provavi a rigonfiare il pallone se ne rientrava rendendo impossibile l'operazione... oppure mentre giocavi schizzava via e addio partita!

Io non ho minimamente idea di quanti di questi palloni ho perso o bucato... ma erano parte importante della mia infanzia, soprattutto in spiaggia...

Voi quanti ne avete avuti? Che fine hanno fatto? Avete avuto pure voi rogne con la valvola?

Fateci sapere tutto con un commento!